sabato 19 settembre 2020

Infermiere e frammentazione professionale, etica e culturale. Parte 1

 

Da tempo assistiamo alla proliferazione di nuove associazioni, gruppi e micro‑movimenti infermieristici che avanzano rivendicazioni spesso legate a interessi individuali o di nicchia. Questa frammentazione continua dimostra quanto la nostra storia professionale non sia stata compresa fino in fondo: invece di consolidare un fronte unitario, disperdiamo energie in aggregazioni marginali, incapaci di incidere realmente sul destino della categoria.

La domanda è inevitabile: perché la Professione infermieristica non riesce a costruire una sintesi forte, condivisa e strategica degli obiettivi fondamentali della categoria? Anche l’Ordine – già Collegio, per anni percepito come distante – non ha saputo esercitare un ruolo incisivo, frenato da dinamiche politiche che hanno limitato la sua capacità di rappresentanza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disagio professionale diffuso, insoddisfazione, fuga dalla professione, demansionamento, svalutazione economica e contrattuale.

Eppure, la nostra storia ha prodotto segnali chiarissimi, spesso ignorati. Un elenco – non esaustivo – delle principali criticità che hanno indebolito la compattezza e l’identità della categoria:

  • Accesso alla professione con modalità improvvisate, come il passaggio da ausiliario ad infermiere tramite semplice lettera del primario.

  • Riqualificazioni accelerate degli infermieri generici con soli sei mesi di corso.

  • Percorsi formativi ridotti (due anni di scuola superiore) fino agli anni ’90.

  • Abolizione del mansionario senza una visione evolutiva chiara e condivisa.

  • Diploma di scuola media superiore come requisito per il diploma universitario.

  • Diploma di scuola media superiore come requisito per la laurea breve.

  • Proliferazione di master universitari, soprattutto online, spesso privi di reale spendibilità.

  • Lauree brevi “creditizie” ottenute tramite percorsi ridotti.

  • Business delle lauree e degli aggiornamenti professionali online.

  • Legge sulle Professioni specialistiche mai resa operativa per ragioni politiche.

  • Formazione universitaria sottratta agli infermieri e indirizzata altrove (MED45).

  • Eterogeneità politica e accademica dei percorsi universitari, incluse le lauree magistrali.

  • Dirigenza infermieristica ostacolata politicamente e mai pienamente attuata.

  • Transizione da IPASVI a Ordine senza una visione strategica del “dopo”.

  • Professione oggi laureata e iper-qualificata, ma ancora incardinata in un contratto pensato per operatori tecnici.

Questi elementi delineano una realtà professionale frammentata, disomogenea, priva di un’identità corporativa forte e riconosciuta. Una categoria in cui convivono professionisti con background culturali diversi, anche a parità di percorso universitario, generando conflitti, incomprensioni e una debolezza strutturale che si ripercuote sul presente e sul futuro della professione.

Finché gli interessi individuali continueranno a prevalere sugli interessi collettivi, la Professione infermieristica rimarrà vulnerabile, divisa e facilmente manipolabile. Solo una visione corporativa unitaria, fondata su obiettivi comuni e non negoziabili, potrà restituire forza, dignità e potere contrattuale alla categoria.

  

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